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Pasqua in Abruzzo: una ricca tradizione folkloristica tra antichi riti e immancabili prodezze gastronomiche (pt.1)

Pasqua In Abruzzo: Una Ricca Tradizione Folkloristica Tra Antichi Riti E Immancabili Prodezze Gastronomiche (pt.1)

La ricchezza di questa incredibile regione, si sa, nasce tutta dalla terra. E non mi riferisco semplicemente alla produzione agro-alimentare annua che è in grado di sostenere, ma, precisamente, ad una serie di caratteristiche socio-culturali che solo una popolazione genuinamente rurale possiede nel proprio DNA e che si esprimono sempre e in prima istanza attraverso la ritualità che, nel caso dell’Abruzzo, risente anche e in maniera massiccia di un forte ed imprescindibile sentimento religioso, fortemente radicato nella tradizione e presente in ogni singola casa, da San Salvo a Martinsicuro, dalla costa alle pendici del Gran Sasso.

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Così come in tutte le festività, la Pasqua è ricca di riti, tradizioni e usanze interessanti ed estremamente affascinanti, che fanno parte della profonda e sfaccettata cultura folkloristica abruzzese: tra tutte la più celebre è molto probabilmente la Madonna che Scappa in Piazza, che si svolge nella Piazza Maggiore di Sulmona, il giorno di Pasqua a Mezzogiorno. Rievoca il momento in cui, la Vergine Maria, non potendo credere alla notizia della resurrezione di suo figlio, corre velocemente verso il sepolcro, perdendo il suo manto nero e scoprendo una nuova veste luccicante.

A Chieti, il Venerdì Santo, si svolge la lunga e suggestiva Processione del Cristo Morto, di origini medievali: tutti i partecipanti sono vestiti a lutto e seguono il ritmo scandito dalla “troccola”, uno strumento di legno che sostituisce le campane durante la settimana santa e che accompagna la processione mentre si intona il “Miserere“, così come in quasi tutti i paesi: è il canto tradizionale delle processioni che partono dalle chiese principali e arrivano presso altre chiese dove sono stati allestiti i “Sepolcri”.

A Vasto, un evento di notevole importanza durante le festività di Pasqua, è la Festa della Sacra Spina, a cui sono dedicate delle messe durante il giorno e che culmina la sera con una processione per le vie del centro storico. In quest’occasione, come dice il nome stesso, si venera quella che si pensa sia una delle spine della corona che cingeva il capo di Cristo, normalmente custodita nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.Corsa-dei-Santi-5
A distanza di pochi chilometri, a Lanciano, le manifestazioni tradizionali iniziano dal Giovedì Santo, con la processione verso i “Sepolcri“, per poi continuare con la processione dei “Misteri”, in cui un “cireneo” incappucciato, porta la croce fino ad un simbolico Calvario, ed arrivare infine al giorno di Pasqua, in cui si ripete annualmente il rito dell’Incontro dei Santi, più precisamente tra le statue della Madonna, del Cristo e di San Giovanni.

Una tradizione particolare è conservata a Villa Badessa, frazione del comune di Rosciano, dove è presente una comunità italo-albanese che conserva ancora oggi il proprio idioma e seguono la tradizione liturgica greco-bizantina: le cerimonie iniziano con gli enkomia, il pianto delle donne durante la veglia sulla icona della deposizione di Cristo. Nelle ore notturne che precedono la domenica di Pasqua, il papas, che reca l’icona della Resurrezione, esce in processione fuori della chiesa, seguito dai fedeli che illuminano con candele le ultime ore della notte. All’alba il papas canta il primo verso del Vangelo secondo Giovanni e, intonando canti di gioia, rientra in corteo nella piccola chiesa.

Se abitate a Pianella, in provincia di Pescara, la  mattina di Pasqua ci pensano i vostri concittadini a svegliarvi, con il rito del Buongiorno, detto Lu Bonjòrne, che deriva dall’antico sentimento di reverenza dei vassalli, valvassori e valvassini nei confronti dei Signori padroni delle loro terre, che venivano “salutati” con canti, balli e offerte sotto le loro finestre, che ora avvengono sotto le finestre delle autorità del paese, come Sindaco e personaggi illustri.talami-di-orsogna

In diverse località è possibile assistere alle Passioni Viventi, tra cui una delle più suggestive è quella di Gessopalena, mentre ad Orsogna, il Martedì dopo quello di Pasqua, si tiene la Festa dei Talami in onore della Madonna Nera, in cui sfilano dei carri che rappresentano vari episodi del Nuovo e del Vecchio Testamento.

A Teramo si svolge la suggestiva manifestazione della “Desolata”, che pare risalga al 1200: ha luogo durante la mattina del Venerdì Santo ed è la rappresentazione della Vergine Maria che va alla ricerca di Cristo condannato a morte. In questo caso il corteo in processione, composto da uomini in tunica nera e donne velate ed in gramaglie, accompagna la statua della Madonna in tutte e sette le chiese della città, per finire a quella dell’Annunziata.

Questo è solo un piccolo elenco di quelle che sono alcune tra le manifestazioni di più rilevanti nella nostra regione, ma ogni paesino piccolo o grande che sia, ha le sue preziose usanze pasquali, i suoi riti e, specialmente un’immancabile e deliziosa gamma di tradizioni culinarie, a cui dedicheremo il nostro prossimo post.

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